Festival della Custodia a Latina, dieci giorni per ripensare il legame tra comunità e territorio
17/04/2026
Dal 16 al 26 aprile 2026 Latina ospita il Festival della Custodia, appuntamento che rappresenta il momento più visibile e partecipato del progetto “CUSTODIRE. Nuove forme di custodia ambientale lungo il Sentiero di Circe”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Circe APS e co-finanziata dal Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre nell’ambito del progetto Interreg Euro-MED “COASTRUST”, mette al centro una parola che nel dibattito pubblico viene spesso evocata ma raramente praticata con continuità: custodia. In questo caso, però, il termine assume un significato pieno, concreto, radicato in un’esperienza costruita sul territorio attraverso il coinvolgimento di cittadini, scuole, istituzioni, associazioni e realtà produttive.
Il Festival nasce infatti come esito di un percorso che ha trasformato il Sentiero di Circe in uno spazio di osservazione, confronto e responsabilità condivisa. Non si tratta soltanto di valorizzare un itinerario urbano e paesaggistico, ma di consolidare una visione più ampia, nella quale il rapporto con i luoghi passa dalla fruizione alla cura. Il patrocinio morale del Comune di Latina, la collaborazione degli Assessorati ad Ambiente, Cultura e Turismo e il coinvolgimento dell’Ente Parco Nazionale del Circeo confermano il rilievo istituzionale di un progetto che prova a unire educazione, cultura e cittadinanza attiva in una formula credibile e leggibile anche oltre i confini locali.
Il Museo Cambellotti come punto di partenza di un progetto condiviso
Uno dei simboli più forti del Festival è il ruolo affidato al Museo Civico Duilio Cambellotti, luogo che ospiterà diversi appuntamenti della manifestazione e che, soprattutto, viene riconosciuto come punto di partenza del Sentiero di Circe. La scelta non appare casuale. Il museo diventa il punto di contatto tra memoria culturale e azione contemporanea, tra patrimonio cittadino e pratiche quotidiane di attenzione al paesaggio. Qui si aprirà il 16 aprile il “Forum della Custodia”, momento centrale dell’intera rassegna, pensato come occasione di restituzione pubblica del lavoro compiuto nei mesi scorsi.
Durante il Forum sarà presentata la nuova segnaletica del Sentiero di Circe, nata da un percorso partecipato che ha coinvolto le classi 3D e 3F del Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina. Il dato più interessante non è soltanto il risultato materiale, ma il metodo che lo ha prodotto. Gli studenti non sono stati chiamati a un ruolo decorativo o simbolico: hanno preso parte a un processo di lettura e interpretazione del territorio, contribuendo a costruire strumenti concreti utili alla comunità. Accanto alla segnaletica saranno esposti anche i “taccuini del custode”, elaborati che documentano osservazioni, ascolto e sguardi maturati lungo il percorso.
In una stagione nella quale la partecipazione giovanile viene spesso raccontata con toni astratti, il progetto CUSTODIRE mostra una strada diversa: affidare responsabilità reali, offrire spazi di espressione, riconoscere il valore di un contributo che nasce dall’esperienza diretta. È proprio questa dimensione operativa a dare solidità all’intera iniziativa.
Un programma che unisce confronto pubblico, esperienze e presenza sul territorio
La giornata inaugurale del 16 aprile sarà aperta dai saluti istituzionali del Comune di Latina, con la partecipazione del sindaco e assessore alla Cultura Matilde Eleonora Celentano, dell’assessore all’Ambiente Michele Nasso e dell’assessore al Turismo Gianluca Di Cocco. A moderare l’incontro saranno la presidente dell’Associazione Circe, Jessica Brighenti, e Serena Nogarotto, referente dell’ufficio stampa del progetto. Il Forum è stato pensato come spazio di confronto sulle forme che la custodia dei territori può assumere, con un’attenzione particolare al Sentiero di Circe e alla sua capacità di diventare dispositivo civico, educativo e relazionale.
Accanto alle istituzioni, saranno presenti enti partner e custodi pionieri, vale a dire cittadini, associazioni e realtà territoriali che hanno scelto di partecipare attivamente alla cura e alla valorizzazione del sentiero. È un passaggio importante, perché restituisce centralità a quelle esperienze diffuse che spesso restano ai margini del racconto pubblico, pur rappresentando la parte più concreta del lavoro sui territori. Nel progetto CUSTODIRE queste figure non compaiono come presenze accessorie: incarnano invece il nucleo più autentico dell’iniziativa, fatto di gesti quotidiani, relazioni di prossimità e assunzione di responsabilità condivise.
Nel corso della stessa giornata sarà presentato anche il logo del progetto, realizzato da Umberto Quattrociocchi. Anche questo elemento, apparentemente secondario, entra nel quadro di una costruzione identitaria più ampia: dare una forma visiva a un’idea di comunità che si riconosce nel rapporto con il paesaggio e nella volontà di custodirlo.
Arte, cammini e incontri per abitare i luoghi con uno sguardo diverso
Il Festival non si limiterà agli appuntamenti istituzionali. Per tutta la sua durata sarà visitabile un’esposizione artistica e fotografica dedicata al tema della custodia, realizzata dall’Associazione Circe in co-curatela con Antonia Lo Rillo, direttrice del Museo Duilio Cambellotti. La mostra aggiunge una dimensione ulteriore al progetto, perché traduce in linguaggio visivo ciò che il percorso partecipativo ha prodotto sul piano umano e territoriale: attenzione, osservazione, interpretazione dei luoghi.
Il programma prevede poi due momenti esperienziali particolarmente significativi: una giornata in bicicletta il 18 aprile e una camminata il 19 aprile, entrambe con partenza dal Museo Cambellotti. In un contesto spesso dominato dalla rapidità e dalla frammentazione, la scelta del movimento lento assume un valore preciso. Camminare o pedalare lungo il Sentiero di Circe significa attraversare il territorio con tempi compatibili con l’ascolto, con l’osservazione e con l’incontro diretto con i luoghi e con chi li vive ogni giorno. La camminata sarà organizzata in collaborazione con l’Associazione Sempre Verde ODV, ulteriore segnale della rete che il progetto è riuscito ad attivare.
Il calendario proseguirà il 23 aprile con l’“Aperitivo col Custode” presso il Maione Store, appuntamento pensato per favorire un dialogo più informale ma non meno rilevante, e si chiuderà il 26 aprile al Museo con il talk “Taccuini di viaggio, taccuini di Custodia”, al quale prenderà parte il gruppo Urban Sketchers Latina. Anche in questo caso, il racconto del territorio passerà attraverso linguaggi molteplici: parola, disegno, memoria visiva, esperienza diretta.
Un’eredità che guarda oltre il Festival
Il valore più interessante del Festival della Custodia sta probabilmente nel suo rifiuto di coincidere con una celebrazione episodica. La manifestazione viene presentata come un punto di passaggio, non come un traguardo autosufficiente. Il progetto, infatti, lascia in eredità strumenti, relazioni e una rete di soggetti che hanno imparato a leggere il territorio come un bene da abitare con attenzione e responsabilità.
Gli studenti coinvolti, i custodi pionieri, le istituzioni e le associazioni hanno contribuito a costruire un’esperienza che tiene insieme dimensione educativa, sensibilità ambientale e partecipazione civica. In un momento in cui molti progetti si esauriscono nella comunicazione del loro lancio, CUSTODIRE prova a fare un passo ulteriore: trasformare la cura del territorio in una pratica quotidiana e condivisa. È questa la sfida più ambiziosa, ma anche la più necessaria. Per Latina, il Festival della Custodia rappresenta così molto più di una rassegna di eventi: diventa la verifica pubblica di un metodo e l’apertura di una fase nuova, nella quale il paesaggio torna a essere relazione, responsabilità e presenza.