Erosione costiera a Latina, piano da 11,4 milioni per il litorale
26/05/2026
Quindici interventi in otto comuni della provincia di Latina, con un finanziamento complessivo di 11,4 milioni di euro, sono previsti dalla Regione Lazio per contrastare l’erosione costiera del litorale pontino. Il punto è stato fatto durante un’audizione della commissione Tutela del territorio, presieduta da Nazzareno Neri, alla presenza di amministratori locali e rappresentanti della Giunta regionale.
Il Piano regionale e le richieste dei Comuni
Aprendo i lavori, il presidente Neri ha ricordato che la Regione ha avviato numerose attività arrivate all’approvazione del Piano di difesa integrata della costa del Lazio, finanziato con 90 milioni di euro. Uno strumento che punta a superare gli interventi isolati e a costruire una strategia complessiva per il litorale regionale.
Dal territorio pontino è arrivata una richiesta condivisa: serve una visione unitaria. Il presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale, ha chiarito che l’ente, pur non avendo competenze dirette sul tema, continuerà a portare avanti le istanze dei Comuni.
Il sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, ha richiamato le criticità che riguardano l’intero litorale, citando l’intervento ancora in sospeso nell’area di Badino, il completamento dei pennelli e il problema dell’insabbiamento all’interno del porto. A Sabaudia, secondo il sindaco Alberto Mosca, negli ultimi vent’anni la profondità della spiaggia si è ridotta del 30%. Per il Comune, le soluzioni più efficaci devono combinare barriere sommerse e ripascimento morbido, con interventi coordinati su tutto il tratto di costa.
Latina: “Il mare ha raggiunto la sede stradale”
Il quadro più allarmante è stato descritto dall’assessore al Demanio del Comune di Latina, Gianluca Di Cocco. La situazione, ha spiegato, non riguarda soltanto la perdita di spiaggia: in alcuni tratti il mare ha raggiunto la sede stradale, mettendo a rischio abitazioni, attività commerciali e infrastrutture. Sono stati segnalati anche danni alle falde acquifere di acqua dolce.
Latina dispone già di un finanziamento per il completamento di pennelli e barriere, opere considerate necessarie per ridurre l’impatto delle mareggiate e difendere un tratto di costa ormai sottoposto a una pressione crescente. Il tema non è soltanto ambientale, ma anche economico e sociale: stabilimenti balneari, ristoranti, viabilità e attività agricole possono subire conseguenze dirette dal continuo arretramento della linea di costa.
Sulla necessità di una regia regionale è intervenuta anche Manuela Zappone, presidente del Parco nazionale del Circeo, che ha chiesto un intervento complessivo per tutto il litorale pontino. Il sindaco di Ventotene, Carmine Caputo, ha invece sollecitato l’apertura di un tavolo specifico per Ponza e Ventotene, con il coinvolgimento di tutti gli enti interessati.
Accordi quadro, draga e monitoraggio tecnico
Gli interventi regionali sono stati illustrati da Giovanni Ottaviano, capo segreteria dell’assessore alla Tutela del territorio Fabrizio Ghera, da Valerio Camponeschi, dirigente dell’area Pianificazione e attuazione interventi a difesa della costa, e da Pietro Stabile, capo segreteria dell’assessora all’Ambiente Elena Palazzo.
La Regione ha evidenziato l’avvio del piano per la difesa integrata della costa, pensato per garantire una lettura unitaria delle criticità lungo tutto il litorale laziale. Sono stati inoltre conclusi due accordi quadro per velocizzare gli interventi e, per tre anni, sarà disponibile una draga destinata al ripascimento continuo delle spiagge. Previsto anche un monitoraggio tecnico costante per valutare l’evoluzione dei fenomeni erosivi e l’efficacia delle opere realizzate.
Per il litorale pontino, in particolare, sono programmati 15 interventi in otto comuni. Dei 11,4 milioni complessivi, 8 milioni saranno destinati a tre interventi nei territori di Latina, Terracina e Fondi, finalizzati al completamento di opere già esistenti.
Chiudendo l’audizione, Neri ha ribadito la necessità di coordinare le istanze locali. L’erosione, ha sottolineato, non minaccia soltanto le spiagge, ma anche stabilimenti, ristoranti, infrastrutture e falde utilizzate per l’irrigazione agricola. Per il territorio pontino, la difesa della costa diventa quindi una priorità di sicurezza, economia e tutela ambientale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to