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Sant’Alessio, scontro in commissione: opposizioni chiedono la revoca del direttore generale

22/03/2026

Sant’Alessio, scontro in commissione: opposizioni chiedono la revoca del direttore generale

La gestione dell’Asp Sant’Alessio finisce al centro del confronto politico in Regione Lazio, con le opposizioni che chiedono un cambio immediato alla guida dell’ente. Il tema è stato affrontato nel corso di un’audizione in commissione Trasparenza, presieduta da Massimiliano Valeriani, dove sono emerse criticità rilevanti sia sul piano amministrativo che su quello dei servizi erogati.

Al centro delle contestazioni la figura del direttore generale Massimo Canu, ritenuto dalle minoranze privo dei requisiti necessari e responsabile di una gestione definita fuori controllo.

Le accuse delle opposizioni: “Servizi al collasso e gestione inadeguata”

Nel corso della seduta, il presidente Valeriani ha delineato un quadro particolarmente critico. Secondo quanto riferito, il direttore generale non disporrebbe dell’esperienza richiesta nella direzione di strutture socioassistenziali o sociosanitarie, requisito considerato fondamentale per l’incarico.

Accanto a questo elemento, le opposizioni hanno evidenziato una situazione gestionale definita “drammatica”: dimissioni di decine di lavoratori, presunte assunzioni di personale non qualificato, servizi in difficoltà e incarichi di consulenza che avrebbero sollevato dubbi sulla trasparenza.

Dura anche la posizione espressa dai consiglieri regionali intervenuti, che hanno parlato apertamente di una crisi strutturale dell’ente e di un progressivo peggioramento della qualità dei servizi, un tempo considerati un punto di riferimento nel sistema regionale.

Il ruolo della Regione e i limiti di intervento

A chiarire il quadro istituzionale è stato l’assessore ai Servizi sociali Massimiliano Maselli, che ha riconosciuto le difficoltà in cui versa l’Asp Sant’Alessio, parlando di una situazione “ampiamente compromessa” e di un evidente deterioramento dei servizi.

Maselli ha però precisato che la Regione non dispone degli strumenti per revocare direttamente il direttore generale. Trattandosi di un’Azienda pubblica di servizi alla persona, la competenza spetta al consiglio di amministrazione, organo autonomo composto da tre membri, tra cui il presidente nominato dalla Regione.

L’assessore ha inoltre riferito di aver richiesto verifiche formali sui requisiti del direttore e sulla correttezza delle procedure di nomina, sottolineando come eventuali decisioni sulla permanenza in carica dovranno essere assunte dal Cda.

Pressione politica e richiesta di chiarimenti

Il dibattito in commissione ha evidenziato un forte pressing politico da parte delle opposizioni, che hanno chiesto tempi certi per chiarire la posizione del direttore generale e valutare eventuali provvedimenti.

Diversi consiglieri hanno sottolineato come la vicenda non possa essere ridotta a una questione tecnica, ma coinvolga responsabilità di natura politica, soprattutto alla luce dei disagi segnalati dagli utenti e delle criticità organizzative emerse.

L’assenza della maggioranza durante la seduta è stata a sua volta oggetto di critiche, contribuendo ad alimentare un clima di tensione attorno alla gestione dell’ente.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to