Sanità nel Lazio, via libera a investimenti per oltre 153 milioni tra tecnologie e ospedali
13/04/2026
La Regione Lazio accelera sul rafforzamento del servizio sanitario pubblico con un piano di investimenti da 153.829.693,83 euro, destinato all’edilizia sanitaria e all’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche. La misura, approvata dalla Giunta regionale su proposta del presidente Francesco Rocca, interviene su uno dei nodi più sensibili dell’organizzazione sanitaria: la qualità delle strutture e l’efficienza degli strumenti con cui medici e operatori affrontano ogni giorno diagnosi, urgenze e percorsi di cura.
Il programma utilizza le risorse derivanti dagli utili di esercizio 2023 e 2024 e si muove lungo due direttrici strettamente collegate. Da una parte il potenziamento delle grandi apparecchiature ad alta tecnologia, indispensabili per la diagnostica avanzata e i trattamenti specialistici; dall’altra il rinnovo delle dotazioni di uso più quotidiano, meno appariscenti ma decisive per la qualità concreta dell’assistenza nelle strutture ospedaliere e territoriali.
Radioterapia, PET-TC e nuove apparecchiature: dove si concentrano gli interventi
Tra le misure di maggiore rilievo figurano la realizzazione di nuovi siti di radioterapia presso la ASL Roma 3 e la ASL Roma 4, interventi che rispondono a un’esigenza precisa: ampliare l’accesso a trattamenti essenziali e ridurre la pressione sulle strutture già operative. Accanto a questi, il piano prevede il potenziamento dei sistemi PET-CT al Policlinico Umberto I e all’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, due realtà centrali nella rete sanitaria regionale.
Il programma non guarda soltanto ai grandi poli romani. Nelle province sono previsti nuovi mammografi per gli ospedali Santa Maria Goretti di Latina e Dono Svizzero di Formia, una nuova TAC per l’ospedale di Sora, oltre alla risonanza magnetica per il nuovo ospedale di Amatrice. A questi si aggiunge la fornitura di defibrillatori per diverse strutture ospedaliere, un investimento che incide direttamente sulla capacità di risposta in ambito emergenziale.
La scelta di distribuire le risorse tra alta specializzazione e tecnologia diffusa restituisce un’impostazione che punta a rafforzare l’intero sistema, senza limitarsi ai grandi interventi simbolici. Il valore del piano sta anche qui: nel tentativo di agire in profondità sulla rete sanitaria, rendendola più aggiornata, omogenea e funzionale.
La distribuzione delle risorse tra Roma e le province
La ripartizione dei fondi è stata definita sulla base dei fabbisogni espressi dalle aziende sanitarie del Lazio e della documentazione tecnica trasmessa alla Regione. Tra gli importi più consistenti figurano quelli assegnati alla ASL Frosinone con 20.612.575 euro, alla ASL Roma 1 con 18.733.877 euro, all’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea con 17.810.186 euro, alla ASL Roma 4 con 15.843.917 euro e al Policlinico Umberto I con 14.110.000 euro.
Seguono la ASL Roma 3 con 11.272.500 euro, la ASL Roma 2 con 8.230.050 euro, la ASL Roma 5 con 8.047.027 euro e la ASL Roma 6 con 7.547.206 euro. Alla ASL Viterbo sono destinati 5.186.228 euro, alla ASL Rieti 4.369.236 euro, al Policlinico Tor Vergata 4.310.000 euro e all’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini 4.014.587 euro.
Completano il quadro i fondi assegnati alla ASL Latina per 2.839.180 euro, ad ARES 118 per 2.216.000 euro, agli Istituti Fisioterapici Ospitalieri per 1.813.520 euro e all’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata per 6.873.600 euro. Una distribuzione ampia, che mostra la volontà di sostenere tanto i grandi ospedali quanto le articolazioni territoriali del servizio sanitario regionale.
Un piano che punta a modernizzare il servizio sanitario regionale
Nelle parole del presidente Rocca, l’intervento rappresenta un uso responsabile degli avanzi di amministrazione, reinvestiti integralmente nella salute pubblica. Il messaggio politico è netto: utilizzare risorse disponibili per rendere ospedali e servizi più moderni, accessibili e adeguati ai bisogni dei cittadini. È una linea che mette insieme innovazione tecnologica, capacità di cura e qualità infrastrutturale, in un momento in cui la tenuta della sanità pubblica continua a essere uno dei principali terreni di verifica dell’azione amministrativa.
La portata del piano sarà misurata soprattutto nella sua attuazione concreta, cioè nella rapidità con cui le apparecchiature verranno acquistate, installate e messe in funzione, e nella capacità di trasformare gli interventi edilizi in benefici reali per utenti e operatori. Intanto, il provvedimento segna un passaggio rilevante: la Regione Lazio sceglie di investire in modo strutturato sulla modernizzazione del proprio sistema sanitario, con l’ambizione di costruire una rete più efficiente, più equa e più vicina alle esigenze quotidiane delle persone.
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