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MGF e traumi dei minori migranti, formazione Asl a Latina

27/05/2026

MGF e traumi dei minori migranti, formazione Asl a Latina

La Asl di Latina avvia un percorso di formazione dedicato alle mutilazioni genitali femminili e ai traumi psicologici che possono colpire i minori migranti, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del territorio di offrire risposte sanitarie, sociali ed educative integrate. L’iniziativa rientra nel Progetto FARI 4 Lazio, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027, e si rivolge a professionisti chiamati a confrontarsi con situazioni complesse, segnate da vulnerabilità, violenza di genere e bisogni di presa in carico culturalmente competente.

Un fenomeno che riguarda anche Italia ed Europa

Le mutilazioni genitali femminili sono diffuse soprattutto in gruppi ed etnie di Paesi dell’Africa subsahariana e della penisola araba, ma interessano anche l’Europa e l’Italia per effetto dei flussi migratori. Le pratiche possono assumere forme diverse e livelli differenti di gravità, fino all’infibulazione, la modalità più radicale e conosciuta.

In Europa vivono circa 600.000 donne e ragazze con conseguenze permanenti legate alle mutilazioni genitali femminili. La pratica è riconosciuta come una violazione dei diritti umani, una forma di violenza di genere e una manifestazione di disuguaglianza strutturale tra uomini e donne. Gli effetti non riguardano soltanto la salute fisica, ma investono anche la sfera psicologica, sociale ed economica, coinvolgendo famiglie e comunità.

Una rete per non lasciare soli i professionisti

Il valore del progetto promosso dalla Asl di Latina sta nella volontà di sostenere concretamente gli operatori del territorio. Medici, personale sanitario, assistenti sociali, educatori e professionisti dell’accoglienza possono trovarsi davanti a casi che richiedono competenze specifiche, ascolto attento, capacità di mediazione culturale e strumenti adeguati per riconoscere segnali di rischio o situazioni già compromesse.

L’obiettivo strategico è costruire una comunità di pratica e di saperi, superando la logica dell’intervento emergenziale. Il percorso punta a definire modalità strutturate di accoglienza, presa in carico, diagnosi e cura, attraverso un approccio multidisciplinare e interculturale. Centrale è anche la prevenzione, con percorsi di protezione rivolti alle bambine e alle minori a rischio.

Lezioni teoriche e attività sul campo fino a novembre

Il progetto formativo si articolerà in lezioni teoriche nel mese di giugno, seguite da una fase pratica sul campo che si svilupperà da fine giugno a metà novembre 2026. Questa seconda parte sarà dedicata all’elaborazione concreta di un percorso di continuità assistenziale, così da tradurre le conoscenze acquisite in procedure operative e strumenti condivisi tra i diversi servizi coinvolti.

La direzione scientifica è affidata alla dottoressa Assunta Lombardi e al dottor Arcangelo Maietta. Il percorso è pensato per rafforzare la qualità degli interventi nei confronti delle persone più fragili, con particolare attenzione alle donne, alle ragazze e ai minori migranti che portano con sé esperienze traumatiche o condizioni di vulnerabilità.

Con questa iniziativa, la Asl di Latina conferma il proprio impegno nella difesa dei diritti umani fondamentali e nella costruzione di una sanità più equa, inclusiva e capace di leggere i bisogni delle comunità. La formazione diventa così uno strumento di protezione, cura e prevenzione, ma anche un passo concreto verso servizi territoriali più preparati ad affrontare fenomeni che richiedono competenza, responsabilità e continuità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.