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Latina Stori@Fest 2026, tre giornate per rimettere i giovani al centro

13/04/2026

Latina Stori@Fest 2026, tre giornate per rimettere i giovani al centro

Latina sceglie di interrogarsi sul presente e sul futuro delle nuove generazioni attraverso un appuntamento che, anno dopo anno, sta assumendo un profilo sempre più definito nel panorama delle iniziative culturali cittadine. Dal 13 al 15 aprile 2026, il Teatro Comunale “Gabriele D’Annunzio”, il Foyer e il Palazzo della Cultura ospiteranno la terza edizione del Latina Stori@Fest, manifestazione promossa dal Comune e inserita nel percorso di avvicinamento al Centenario di Latina 2032. Il titolo scelto per questa edizione, “Mi merito di stare bene – Giovani, rispetto, comunità”, chiarisce fin dall’inizio l’orizzonte dell’iniziativa: portare al centro il benessere giovanile non come formula astratta, ma come questione pubblica che riguarda la scuola, le istituzioni, le famiglie e la qualità della convivenza civile.

Il festival nasce dentro una visione amministrativa precisa, che prova a intrecciare politiche culturali e politiche giovanili senza separarle artificialmente. L’idea di fondo è che il disagio, la legalità, le relazioni sociali e i linguaggi della comunicazione non possano essere affrontati per compartimenti stagni, ma richiedano spazi veri di ascolto e confronto. In questo senso, il Latina Stori@Fest si presenta come un laboratorio civico prima ancora che come una rassegna di incontri.

Legalità, ascolto e responsabilità: il programma delle prime due giornate

La giornata inaugurale del 13 aprile sarà dedicata ai temi della legalità, della prevenzione e dell’ascolto dei giovani, con un confronto diretto tra studenti e rappresentanti delle istituzioni. La presenza del Questore di Latina Fausto Vinci, insieme a esponenti della Polizia di Stato e del Garante per l’Infanzia, darà forma a un dialogo che punta a uscire dalla dimensione puramente teorica, portando all’attenzione dei ragazzi questioni che toccano da vicino il loro vissuto quotidiano.

Il 14 aprile il festival entrerà in uno dei suoi momenti più attesi con l’incontro con il senatore Pietro Grasso, chiamato a dialogare con gli studenti sul rapporto tra legalità e responsabilità individuale. È una scelta che attribuisce al confronto pubblico una funzione educativa rilevante, perché invita i giovani a misurarsi con il peso delle decisioni personali dentro una cornice collettiva. Non un intervento celebrativo, dunque, ma un’occasione per riportare al centro parole spesso usurate e restituire loro concretezza.

Il tema della comunicazione e il ruolo attivo degli studenti

La terza giornata, in programma il 15 aprile, affronterà un terreno altrettanto delicato: come si comunica oggi con le nuove generazioni. La riflessione coinvolgerà docenti, esperti, operatori dell’editoria e dei media, chiamati a misurarsi con i nuovi linguaggi e con le forme attraverso cui le istituzioni possono costruire una relazione credibile con i più giovani. Il tema, evidentemente, va oltre la semplice trasmissione di messaggi: riguarda la capacità di essere compresi, di intercettare sensibilità diverse e di usare registri adeguati a un contesto sociale profondamente mutato.

Uno degli elementi più interessanti del Latina Stori@Fest sta proprio nella volontà di non relegare gli studenti al ruolo di semplici spettatori. Le scuole del territorio saranno coinvolte in modo diretto attraverso incontri, laboratori e hackathon, in un modello partecipativo che prova a riconoscere ai giovani una funzione attiva nella costruzione del senso dell’iniziativa. È un passaggio importante, perché un festival che parla di nuove generazioni acquista credibilità soltanto quando lascia spazio reale alla loro presenza, alle loro domande, perfino alle loro contraddizioni.

Organizzato dal Servizio Cultura del Comune di Latina, il progetto conferma così una linea amministrativa che punta a fare della cultura uno strumento di coesione e di crescita civile. Nel cammino verso il 2032, il Latina Stori@Fest sembra voler affermare una convinzione semplice ma sostanziale: una città che ambisce a raccontare il proprio futuro deve prima di tutto imparare ad ascoltare i ragazzi che quel futuro saranno chiamati ad abitare.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to