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Latina, furto di materiale ferroso in un capannone sulla Pontina: due denunciati dalla Polizia di Stato

23/03/2026

Latina, furto di materiale ferroso in un capannone sulla Pontina: due denunciati dalla Polizia di Stato

Un intervento della Polizia di Stato di Latina, nato da una segnalazione per movimenti sospetti lungo la S.S. Pontina, ha portato alla denuncia in stato di libertà di due cittadini italiani, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di furto aggravato e riciclaggio. L’episodio si inserisce in un contesto delicato, nel quale il controllo del territorio si intreccia con la tutela dei beni sottoposti a procedure giudiziarie e con il contrasto alla circolazione di mezzi di provenienza illecita.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto ha avuto origine da una comunicazione giunta alla Sala Operativa, che segnalava attività anomale all’interno di un capannone industriale. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante, che hanno riscontrato la presenza di un autocarro e di materiale ferroso in fase di caricamento. Un controllo che, da verifica ordinaria, si è trasformato rapidamente in un accertamento più ampio, destinato a far emergere profili di particolare rilievo penale.

Il materiale prelevato era sottoposto a procedura fallimentare

I successivi approfondimenti hanno consentito di accertare che il materiale metallico oggetto del prelievo non era liberamente disponibile. Si trattava, infatti, di beni sottoposti a procedura fallimentare, quindi vincolati a una disciplina precisa e sottratti alla disponibilità diretta degli indagati. Questo elemento ha dato un peso decisivo all’intera vicenda, perché ha escluso l’ipotesi di un semplice recupero o di una movimentazione autorizzata di rottami.

Gli accertamenti svolti dagli agenti hanno inoltre evidenziato l’assenza di qualsiasi spiegazione convincente circa la provenienza del materiale e, soprattutto, la mancanza di documentazione o titoli che potessero giustificare il prelievo. In casi di questo tipo, la disponibilità dei beni, specie se inseriti in una procedura concorsuale, non è una questione formale, ma sostanziale: ogni sottrazione indebita può incidere sul patrimonio oggetto di amministrazione e, di riflesso, sugli interessi dei creditori e sull’ordinato svolgimento della procedura.

L’episodio conferma quanto sia delicato il tema dei reati predatori collegati a siti industriali, depositi e strutture in condizioni di vulnerabilità, spesso esposti a intrusioni e asportazioni di materiali che, pur apparendo di valore modesto, possono rientrare in contesti economici e giudiziari molto più complessi.

Il mezzo utilizzato era provento di furto

A rendere ancora più grave il quadro emerso nel corso delle verifiche è stato il controllo sull’autocarro impiegato per il trasporto del materiale. Gli ulteriori accertamenti hanno infatti consentito di stabilire che il veicolo risultava provento di furto, denunciato nel mese di gennaio 2025. Un dato che ha portato gli investigatori a contestare, oltre al furto aggravato, anche il reato di riciclaggio.

La presenza di un mezzo rubato impiegato in un’attività di prelievo non autorizzato rafforza, sul piano investigativo, l’ipotesi di una condotta organizzata e consapevole. Non si tratta soltanto della disponibilità occasionale di beni di provenienza dubbia, ma dell’utilizzo di uno strumento già inserito in una filiera illecita, destinato a rendere più difficile la tracciabilità delle operazioni e l’individuazione dei responsabili.

Alla luce degli elementi raccolti, i due uomini sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria competente per furto aggravato e riciclaggio. L’autocarro è stato sottoposto a sequestro, mentre proseguono gli accertamenti per verificare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi. È un passaggio investigativo importante, perché consente di comprendere se il fatto contestato rappresenti un caso isolato oppure un tassello di attività più ampie legate al prelievo illecito e alla movimentazione di materiali.

Resta fermo, come previsto dall’ordinamento, che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to