Consiglio regionale del Lazio: via libera ai debiti fuori bilancio e alla mozione sulle protesi acustiche
05/03/2026
Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Antonello Aurigemma, ha approvato la proposta di legge n. 252 del 30 gennaio 2026 sul riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione. Il provvedimento è stato votato con 19 voti favorevoli, un voto contrario e 7 astensioni ed è stato illustrato in Aula dall’assessore regionale Massimiliano Maselli.
La norma riguarda debiti derivanti da sentenze esecutive e comporta il riconoscimento di un importo complessivo pari a 1.820.693,63 euro. Si tratta di somme che la Regione è tenuta a corrispondere in seguito a decisioni giudiziarie definitive relative a contenziosi che hanno coinvolto diversi settori dell’amministrazione regionale.
La quota più consistente, pari a 574.362 euro, riguarda la Direzione Lavori pubblici e Infrastrutture, nello specifico l’area dedicata alle infrastrutture viarie e aeroportuali. Seguono 506.875,90 euro riferiti all’Avvocatura regionale – area affari generali e amministrativi – e 491.445,57 euro attribuiti alla Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria, nell’ambito del coordinamento del contenzioso e degli affari legali.
Ulteriori importi riguardano la Direzione Istruzione, Formazione e Politiche per l’occupazione con 147.716,58 euro, la Direzione Trasformazione digitale e Procurement con 82.485,37 euro e la Direzione Trasporti, Mobilità, Tutela del territorio e Autorità idraulica, Demanio e Patrimonio con 17.808,21 euro, quest’ultima anche per attività legate alla gestione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità.
Mozione sulle protesi acustiche digitali
Nel corso della stessa seduta il Consiglio regionale ha approvato anche la mozione n. 344 presentata dai consiglieri Adriano Zuccalà e Valerio Novelli del Movimento 5 Stelle e da Alessandra Zeppieri del Polo Progressista. Il documento impegna il presidente della Regione Francesco Rocca e la Giunta regionale ad adottare misure per garantire una copertura pubblica più ampia dei costi delle protesi acustiche digitali.
Durante il dibattito in Aula è stato ricordato che questi dispositivi rientrano tra le prestazioni previste dal Servizio sanitario nazionale nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza (Lea). In diversi casi, tuttavia, gli assistiti si trovano a sostenere di tasca propria la differenza tra l’importo rimborsato dal sistema sanitario e il costo effettivo della protesi prescritta.
Secondo i proponenti della mozione questa situazione può creare difficoltà soprattutto per anziani, persone con disabilità e famiglie con minori risorse economiche, limitando di fatto l’accesso pieno alle cure.
La riformulazione proposta dall’assessore Maselli
Nel corso della discussione è intervenuto l’assessore regionale ai Servizi sociali Massimiliano Maselli, che ha riconosciuto l’importanza del tema e la necessità di garantire un accesso equo e uniforme ai dispositivi acustici.
Maselli ha proposto una riformulazione della mozione, accolta dai proponenti e approvata dall’Aula. La nuova versione impegna la Giunta a effettuare una verifica tecnica e amministrativa sulle modalità attuali di approvvigionamento e rimborso delle protesi acustiche, anche alla luce della normativa nazionale e del nuovo nomenclatore tariffario.
L’obiettivo è valutare una revisione complessiva del sistema che permetta di individuare soluzioni tecnologicamente adeguate per gli assistiti e, allo stesso tempo, ridurre o eliminare eventuali costi a loro carico, assicurando inoltre un’applicazione uniforme delle procedure tra le diverse aziende sanitarie del Lazio.
Il ricordo dell’ex senatore Bruno Astorre
La seduta si è aperta con un momento di commemorazione dedicato all’ex senatore Bruno Astorre, nel terzo anniversario della sua scomparsa. Il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma ha invitato l’Aula a osservare un minuto di silenzio.
Prima di essere eletto senatore per due legislature, dal 2013 al 2023, Astorre aveva ricoperto il ruolo di consigliere regionale del Lazio per tre legislature, dal 2003 al 2013. Durante quel periodo era stato anche assessore ai Lavori pubblici e alla Casa nella giunta guidata da Piero Marrazzo, dal maggio 2005 al settembre 2009.
Nel settembre 2009 si dimise dall’incarico di assessore dopo essere stato eletto presidente del Consiglio regionale del Lazio, ruolo che mantenne fino alle elezioni del 2010.
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