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Borgo Podgora festeggia i 100 anni di Renato Alberton, memoria storica dell’artigianato locale

02/03/2026

Borgo Podgora festeggia i 100 anni di Renato Alberton, memoria storica dell’artigianato locale

Cento anni attraversati con la discrezione di chi ha sempre preferito il lavoro alle parole e con la solidità di chi ha contribuito, giorno dopo giorno, alla crescita di una comunità. Borgo Podgora ha celebrato il secolo di vita di Renato Alberton, nato il 27 febbraio 1926 ad Albignasego, in provincia di Padova, e divenuto negli anni una figura di riferimento per l’artigianato del territorio pontino.

A rendergli omaggio è stata il sindaco Matilde Celentano, accompagnata dal consigliere comunale Vincenzo Valletta, che gli ha consegnato una targa ricordo a nome dell’amministrazione comunale. Un gesto simbolico, accompagnato dall’augurio di continuare a essere “luce di speranza per la sua famiglia e memoria viva per le nuove generazioni della nostra comunità”.

Dalle radici venete alla terra pontina

La storia di Renato Alberton si intreccia con quella della bonifica e della nascita dei borghi dell’Agro pontino. Aveva appena sei anni quando, nel 1932, arrivò con la famiglia dal Veneto nella nuova città laziale. La prima casa fu un podere in via Lunga, nella zona oggi a ridosso del quartiere Q4. Poco tempo dopo, con l’ampliarsi del nucleo familiare, agli Alberton venne assegnato un altro podere a Borgo Podgora, all’epoca Sessano, primo nucleo abitativo della nascente Littoria.

Conclusi gli studi dell’obbligo, Renato iniziò a lavorare giovanissimo: prima come garzone, poi come apprendista falegname. A quindici anni si trasferì a Terracina, assunto presso la falegnameria dell’Opera nazionale combattenti. Un’esperienza che avrebbe segnato il suo percorso professionale, consolidando competenze e passione per un mestiere che richiede precisione, pazienza e rispetto per la materia.

La falegnameria Alberton e il legame con la comunità

Nel 1967 compì il passo decisivo: aprì in proprio la falegnameria Alberton a Borgo Podgora. Un laboratorio che per decenni ha rappresentato non soltanto un’attività economica, ma un presidio artigiano capace di trasmettere sapere e cultura del lavoro manuale.

Accanto alla dimensione professionale, quella familiare. Renato è stato marito di Rina Casari, scomparsa da tempo, e padre di Gianni, venuto a mancare prematuramente a quindici anni, e di Giuseppe. Dal figlio Giuseppe sono arrivati i nipoti Silvia e Giorgio e quattro pronipoti, che oggi rappresentano la continuità di una storia iniziata quasi un secolo fa.

La celebrazione, ospitata in un locale della zona, ha riunito parenti e amici in un clima di affetto sincero. Un compleanno che assume un valore particolare anche per il borgo: come ha ricordato il sindaco Celentano, i cento anni di Renato precedono di un solo anno il centenario di Borgo Podgora, in programma il 5 marzo 2027. Un anniversario che la comunità sta già preparando insieme alla Fondazione Latina 2032.

La vicenda di Renato Alberton attraversa le trasformazioni di un territorio nato dalla bonifica e cresciuto grazie al lavoro di famiglie provenienti da altre regioni. La sua lunga vita restituisce il senso di una memoria condivisa, fatta di sacrifici, competenze tramandate e appartenenza. In un tempo che cambia rapidamente, storie come la sua offrono un punto fermo: la consapevolezza che le comunità si costruiscono con il lavoro quotidiano e con la capacità di restare uniti attorno alle proprie radici.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to